Articolo uscito su Tempi, sul problema dell'immigrazione e integrazione in Italia
Scritto da Anna Mahjar Barducci   
21 Ottobre 2009
Articolo di Anna Mahjar-Barducci, Presidente dell'Ass. Arabi Democratici Liberali e autrice del libro Italo-Marocchina, Ed. Diabasis
 
Sono italo marocchina. Nata da madre marocchina e padre italiano. Il matrimonio “misto” dei miei genitori non è mai stato un problema per la famiglia di mia madre, anzi ha suscitato forse l’invidia delle mie zie, che speravano anche loro di impalmare uno straniero e partire così per la tanto desiderata Europa. Negli anni, viaggiando tra le due sponde del Mediterraneo, ho incontrato molte donne marocchine sposate con europei non solo di fede cristiana, ma anche ebraica. Nel 2006 il film che riscosse più successo nei botteghini in Marocco fu Marock, basato su una storia d’amore fra una giovane musulmana, che sceglie di liberarsi dai dogmi religiosi, e un attraente ragazzo ebreo. Per l’islam, però, una donna musulmana non può sposarsi con un non-musulmano. E, se ciò accade, può essere marginalizzata dalla società e anche minacciata di morte. Il corpo della donna, infatti, non è qualcosa di cui lei possa disporre a suo piacere, ma appartiene esclusivamente alla umma, la comunità islamica. Nel momento in cui una donna musulmana sceglie di sposarsi con un non-musulmano, è come se decidesse di abbandonare la sua comunità. Pertanto questo tipo di unione viene considerato dagli islamisti come un atto di apostasia da parte della musulmana.
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La giornalista Sudanese che ha invitato la stampa a partecipare alla sua udienza in tribunale e alla sua fustigazione: Sto combattendo per tutte le donne
Scritto da Middle East Media Research Institute   
07 Agosto 2009

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 Il problema di abuso sulle donne da parte della polizia per l’ordine pubblico in Sudan è salito cronaca nei media sudanesi e non solo, dopo che la giornalista Lubna Ahmad Hussein e 12 altre donne sono state arrestate a Khartoum, il 3 Luglio 2009, per avere indossato dei pantaloni. Due giorni dopo, 10 di queste donne sono state convocate alla stazione di polizia e hanno ricevuto la punizione di 10 frustate ciascuna. Sono state incriminate tre altre donne, incluso la stessa Hussein, per essersi vestite e comportate in maniera scorretta.

 

La clausola 152 del codice penale Sudanese prevede fino a 40 frustate e/o un’ammenda per chi si veste in modo inappropriato o si comporta in maniera da contravvenire alle norme accettate.

 

Incidenti di questo tipo sono diffusi in Sudan e sono normalmente ignorati dai media locali e mondiali. Hussein, tuttavia, ha deciso di portare questo problema all’attenzione del pubblico ed ha stampato 500 inviti per partecipare alla sua udienza in tribunale e alla fustigazione alla quale sarebbe probabilmente stata condannata, distribuendoli a giornalisti e amici. La sua mossa intendeva essere una protesta contro la summenzionata clausola del codice penale ed anche contro le attività della polizia per l’ordine pubblico che, come essa crede, viola sistematicamente i diritti umani delle donne sudanesi.

 

In un’intervista con Al-Arabiya TV, Hussein ha spiegato di avere distribuito gli inviti perché altrimenti nessuno avrebbe creduto che stava per essere frustata per portare degli abiti normali: “Volevo che la pena fosse comminata alla presenza di osservatori, in modo che potessero vedere con i loro occhi perché venivo frustata.”

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Taraneh Mousavi: Martire Iraniana
Scritto da La filosofia del Limone   
07 Agosto 2009
 
 
Taraneh Mousavi era una ragazza iraniana di 28 anni con i capelli neri e occhi verdi. Le sue tracce si perdono il 28 giugno quando viene arrestata insieme a dei manifestanti vicino alla moschea di Ghoba. Taraneh non stava partecipando alla vicina manifestazione di protesta, si stava recando al centro di formazione e bellezza (BTE) dove segue dei corsi. Probabilmente la sua avvenenza ha attirato i poliziotti in borghese che l’hanno caricata insieme ad altri studenti manifestanti su una camionetta e portata al centro di detenzione. Tutti i detenuti sono stati smistati per il carcere di Evin o per la centrale di polizia di Nobonyad, mentre Taraneh è rimasta la sola nel centro di detenzione. Qui è stata stuprata ripetutamente e brutalmente dai poliziotti per diverse settimane.
 
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Babel Med su "Italo Marocchina"
Scritto da Redazione   
23 Luglio 2009
Babel Med sul libro "Italo Marocchina" di Anna Mahjar Barducci
 
Cipmo su Italo-Marocchina di Anna Mahjar-Barducci
Scritto da Anna Mahjar Barducci   
22 Luglio 2009
Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente sul libro Italo-Marocchina di Anna Mahjar-Barducci
 
Rivelazione dei media francesi: i monaci di Tiberine non furono uccisi dagli integralisti islamici
Scritto da Radio Vaticana   
21 Luglio 2009

La morte dei sette monaci trappisti avvenuta nel marzo 1996 a Tiberine è stato un errore dell’esercito di Algeri e non un’azione dell’islamismo armato, come è stato sostenuto in questi anni. La sorprendente versione dei fatti che sarebbe ritenuta “veritiera” sarebbe stata data da un addetto militare dell’Ambasciata francese ad Algeri, il generale François Buchwalter, oggi in pensione che ha ricevuto, all’epoca dei fatti, le confidenze da un anziano militare algerino, il cui fratello aveva preso parte all’attacco militare. Le informazioni trovano spazio in diversi media francesi che hanno dato risonanza al fatto.

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Declaration au sujet de l'Affaire des Moines de Tibehirine (Articolo in Francese)
Scritto da Redazione   
20 Luglio 2009

Abbiamo ricevuto la seguento dichiarazione fatta da Anwar Haddam, ex deputato del Parlamento algerino (1991)

ed ex presidente della delegazione parlamentare del FIS (1992-2002) 

Déclaration

Assassinat des moines de Tibéhirine :

Silence Complice de l’Etat Français et Devoir de Vérité

Washington DC, le 19 Juillet 2009

 Ces derniers jours, plusieurs media ont relayé une déclaration de l’ancien attaché de défense français en Algérie (entre 1995 et 1998), le général à la retraite François Buchwalter, attestant que, selon des informations obtenues à l'époque d'un « gradé » algérien, les sept moines trappistes du monastère de Tibéhirine (Médéa, Algérie) auraient été tués par « erreur » lors d'un raid aérien de l'armée algérienne sur un bivouac en mai 1996.

Le général dit avoir informé le ministère de la Défense français de l’époque. Le pouvoir putschiste d’Alger ainsi que le gouvernement français avaient imputé ce crime horrible à l’opposition armée contre le coup d’Etat militaire du 11 janvier 1992.

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Razzismo: Dresda ricorda la giovane egiziana uccisa perchè “straniera” e musulmana
Scritto da Euronews   
13 Luglio 2009

Omaggio alla memoria di Marwa El Sherbini, la giovane donna egiziana uccisa a Dresda da un uomo che ha confessato di aver agito spinto da motivazioni xenofobe.

Tra le 800 persone che si sono radunate oggi nella città dell’ex Germania est c’erano anche rappresentanti del governo federale, delle associazioni antirazziste oltrechè gente comune che teneva a smarcarsi dal clima di indifferenza che, almeno in un primo momento, ha avvolto questo caso.

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