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Il problema di abuso sulle donne da parte della polizia per l’ordine pubblico in Sudan è salito cronaca nei media sudanesi e non solo, dopo che la giornalista Lubna Ahmad Hussein e 12 altre donne sono state arrestate a Khartoum, il 3 Luglio 2009, per avere indossato dei pantaloni. Due giorni dopo, 10 di queste donne sono state convocate alla stazione di polizia e hanno ricevuto la punizione di 10 frustate ciascuna. Sono state incriminate tre altre donne, incluso la stessa Hussein, per essersi vestite e comportate in maniera scorretta.
La clausola 152 del codice penale Sudanese prevede fino a 40 frustate e/o un’ammenda per chi si veste in modo inappropriato o si comporta in maniera da contravvenire alle norme accettate.
Incidenti di questo tipo sono diffusi in Sudan e sono normalmente ignorati dai media locali e mondiali. Hussein, tuttavia, ha deciso di portare questo problema all’attenzione del pubblico ed ha stampato 500 inviti per partecipare alla sua udienza in tribunale e alla fustigazione alla quale sarebbe probabilmente stata condannata, distribuendoli a giornalisti e amici. La sua mossa intendeva essere una protesta contro la summenzionata clausola del codice penale ed anche contro le attività della polizia per l’ordine pubblico che, come essa crede, viola sistematicamente i diritti umani delle donne sudanesi.
In un’intervista con Al-Arabiya TV, Hussein ha spiegato di avere distribuito gli inviti perché altrimenti nessuno avrebbe creduto che stava per essere frustata per portare degli abiti normali: “Volevo che la pena fosse comminata alla presenza di osservatori, in modo che potessero vedere con i loro occhi perché venivo frustata.”